Hai un acquario d’acqua dolce, i pesci sono fantastici e le piante che hai inserito crescono correttamente… Insomma, tutto sembra funzionare per il meglio fino a che non vedi una di quelle fantastiche foto di aquascape e le piante del tuo acquario ti sembrano molto meno belle.

A questo punto inizia una girandola di domande e problemi. I fattori da considerare iniziano ad aumentare: CO2, luce, nutrimenti, PH, temperatura.

Dopo aver fatto i conti con tutte le informazioni da reperire per portare avanti il progetto si arriva ad uno dei nodi cruciali, il budget, che ci potrebbe portare a una scelta drastica: investire per migliorare uno solo degli aspetti fondamentali per la crescita delle nostre piante.

Scegliamo ad esempio l’illuminazione. Spesso piante difficili hanno esigenze di luce particolari. Acquistando nuovi tubi led, sostituendo i neon scarichi o aumentandone il numero, arriveremo senza problemi al corretto fabbisogno per le nostre piante.

Le piante crescono più rigogliose e si sviluppano eppure a distanza di settimane e mesi non riusciamo a ottenere il risultato da noi sperato. La crescita torna a stagnare. Sorge quindi spontaneo dopo tutto l’impegno profuso chiedersi… Perché?

Per trovare una risposta a questo dilemma dobbiamo tornare all’ Ottocento, e precisamente al 1828, è in questo anno che Carl Sprengel sviluppa un principio di agronomia reso poi popolare da Justus von Liebig; La legge di Liebig o legge del minimo.

La legge di Liebig

La formulazione originale della Legge di Liebig è la seguente: “La crescita dei vegetali è determinata dall’elemento che è presente in quantità minore rispetto ai fabbisogni”.

Successivamente la legge è stata ampliata estendendola alle modalità di crescita di qualsiasi popolazione vivente in un ecosistema:

“La crescita di un individuo (o di una popolazione) in un ecosistema è determinata dal fattore ecologico che è presente in quantità minore rispetto alle necessità”.

Tale fattore è detto “fattore limitante” perché di fatto determina il limite massimo di crescita delle popolazioni.

Liebig applicò i suoi studi principalmente all’agricoltura; in questo campo descrisse il ciclo dell’Azoto e con le sue scoperte influenzò lo studio dei concimi e delle colture intensive.

Le piante in acquario

Come avrete intuito la Legge di Liebig si applica anche alle piante d’acquario. Ci spiega infatti che, anche aumentando alcuni dei fattori di crescita della nostra pianta, quest’ultima sarà influenzata dal quello presente in minore quantità.

Se avremo la luce corretta ma troppe poche sostanze nutritive, saranno queste ultime a limitare lo sviluppo della pianta. Se queste saranno sufficienti ma il livello di CO2 basso, quest’ultimo sarà il fattore che ne limiterà la crescita.

I fattori limitanti per un acquario

Ma quali sono i principali fattori limitanti per le piante d’acquario? Eccoli

  • qualità (kelvin, lux, potenza)
  • quantità (ore)
  • aumento della concentrazione in acqua da un minimo a un massimo
  • Macroelementi: N (azoto), P (fosforo), K (potassio).
  • Microelementi: FE (ferro), MG (magnesio), Ca (calcio), vitamina B12.

Insieme a quelli indicati ve ne sono numerosi altri, alcuni specifici per alcune tipologie di piante e, in fase di progettazione della vasca, è sempre buona abitudine informarsi a fondo sulle esigenze delle specie che andremo a introdurre.

In conclusione

Come fare quindi? Bisogna mantenere il più possibile un equilibrio tra tutti i fattori di crescita, con la consapevolezza che quello che si discosta maggiormente dal valore ottimale sarà il nostro fattore limitante.